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Le migliori destinazioni per un weekend di trekking soft: paesaggi incredibili senza troppa fatica

📅 14 Agosto 2026✍️ di Roberta Salvetti⏱️ 4 min di lettura

Le mete più immediate per due giorni a passo lento: Alpe di Siusi e Val di Funes, Laghi di Fusine e Val Saisera, Valnontey nel Gran Paradiso, Val di Mello, Camosciara e Lago di Barrea. Scenari d’alta quota con fatica ridotta.

Itinerari su sentieri segnati, dislivelli tra 150 e 450 metri, tappe brevi. Facili da raggiungere, con alloggi alpini attenti all’ambiente.

Dolomiti: Alpe di Siusi e Val di Funes

Alpe di Siusi è un altopiano panoramicissimo. Sabato: anello Compatsch–Bullaccia–Compatsch, 10-12 km, 300 m di dislivello, 3-4 ore. Domenica: passeggiata Compatsch–Saltria e ritorno, 8 km, quasi pianeggiante. Paesaggio prativo, gruppi dello Sciliar e del Sasso Lungo sempre in vista.

Val di Funes offre l’Adolf Munkel Weg ai piedi delle Odle. Tratto soft dal parcheggio Zannes fino alle radure sotto le cime, 8-9 km a/r, 250-300 m, 3 ore. Colori autunnali spettacolari.

Accesso: cabinovie e bus da Siusi/Ortisei; navette in Val di Funes. Periodo: da fine maggio a ottobre. Le Dolomiti sono Patrimonio UNESCO.

Dove dormire: masi ristrutturati in legno certificati, hotel con energia da biomassa, cucine a chilometro zero. Chiedere riduzione biancheria e acqua microfiltrata.

Alpi Giulie: Laghi di Fusine e Val Saisera

Laghi di Fusine, al confine sloveno, sono l’icona del trekking facile. Sabato: giro dei due laghi con deviazioni ai belvedere, 8 km complessivi, 150 m, 2-3 ore. Domenica: sentiero verso il rifugio Zacchi fino al primo pulpito panoramico e rientro, 6-7 km, 350 m, 2,5 ore.

Val Saisera: Saisera Wild Track, percorsi tematici nel bosco, 7-9 km, 200 m. Fondo regolare, punti sosta e storia della Grande Guerra.

Accesso: treno fino a Tarvisio, poi bus stagionali. Periodo: primavera avanzata–autunno. Area tutelata dalla Rete Natura 2000.

Dove dormire: baite in legno con coibentazione naturale, piccoli alberghi che usano idroelettrico locale. Colazione con formaggi di malga. Raccolta differenziata rigorosa.

Valle d’Aosta: Valnontey nel Gran Paradiso

Base a Cogne. Sabato: Valnontey fino al ponte di Erfaulet, 10 km a/r, 200-250 m, 3-3,5 ore. Ampie vedute sul ghiacciaio di Gran Paradiso, stambecchi frequenti. Domenica: cascate di Lillaz, percorso attrezzato ma semplice, 3 km, 150 m; prolungamento verso l’altopiano sopra le cascate per chi vuole, +150 m.

Accesso: bus da Aosta. Periodo: giugno–ottobre; in primavera flussi d’acqua spettacolari.

Dove dormire: alberghi diffusi in pietra e legno, impianti geotermici e menù valdostani DOP. Cartine disponibili in reception, borracce in prestito.

Lombardia: Val di Mello, granito e torrenti verdi

Paesaggio modellato dall’acqua, prati e pareti di granito. Sabato: ingresso in valle e camminata fino a Cascina Piana, 7 km a/r, 150 m, 2-2,5 ore. Domenica: proseguimento fino ad Alpe Pioda e rientro, 9 km totali, 350-400 m, 3-3,5 ore. Tanti punti per soste e foto.

Accesso: navette obbligatorie nei weekend di alta stagione da San Martino Val Masino. Periodo: da aprile a ottobre.

Dove dormire: rifugi e b&b con pannelli fotovoltaici e recupero acqua piovana. Cucina semplice con pizzoccheri e salumi locali.

Abruzzo: Camosciara e Lago di Barrea

Cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Sabato: anello della Camosciara fino alle cascate, 4-6 km, 150 m, 2 ore. Estensioni facili verso le praterie di Fondillo per chi desidera più cammino. Domenica: periplo del Lago di Barrea a tratti o completo, 8-10 km, dislivelli modesti, avvistamenti di fauna all’alba.

Accesso: bus regionali per Pescasseroli/Civitella Alfedena, poi collegamenti locali. Periodo: da maggio a ottobre; in estate ombra e acque rinfrescanti.

Dove dormire: alberghi storici con caldaie a biomassa, agriturismi con filiera corta. Campagne plastic-free diffuse nei paesi del parco.

Consigli pratici e alloggi sostenibili

Periodo migliore: tarda primavera e inizio autunno. Temperature miti, sentieri sgombri, colori intensi.

Attrezzatura: scarpe da trekking leggere con grip, guscio impermeabile, bastoncini pieghevoli, strati tecnici. Borraccia da riempire nelle fontane (dove potabile).

Tempi e sicurezza: stimare 2-4 ore a tappa. Tenere margine per soste e meteo. Consultare i bollettini nivologici in quota a inizio stagione. In caso di temporali, rientrare in fondovalle.

Trasporti: privilegiare treno+bus locali e navette dei parchi. Molti accessi sono regolati. In montagna, traffico ridotto significa silenzio e aria pulita.

Impatto minimo: restare sui sentieri, non calpestare torbiere e prati aridi. Portare via i rifiuti. Le aree descritte rientrano spesso in siti protetti e standard internazionali come Rete Natura 2000 e riconoscimenti UNESCO.

Dove prenotare: cercare strutture con certificazioni ambientali e comprovata efficienza energetica. Preferire baite raggiungibili a piedi o con mezzi pubblici. Chiedere sconti se si arriva senza auto.

Cosa aspettarsi: ritmi lenti, viste ampie, cultura alpina vera. Percorsi accessibili che non rinunciano alla bellezza. Un weekend rigenerante, anche per chi cammina poco durante l’anno.

Roberta Salvetti

Roberta si è trasferita dalla città a una piccola località montana sulle Alpi Giulie, seguendo la passione per lo sci e il paesaggio d’alta quota. Da anni redige guide pratiche su baite e hotel sostenibili.