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Come raggiungere il Lago di Braies senza affollamenti? Un itinerario alternativo che pochi considerano

📅 15 Agosto 2026✍️ di Silvia Paleari⏱️ 6 min di lettura

Il Lago di Braies è uno dei gioielli più fotografati delle Dolomiti, con le sue acque turchesi e lo sfondo maestoso della Croda da Lago. Eppure, chi visita questo luogo iconico durante l’alta stagione si trova spesso circondato da centinaia di persone, con parcheggi saturi e sentieri congestionati. Dopo anni di esperienza nell’accoglienza turistica in Trentino, ho imparato che i viaggiatori consapevoli cercano alternative autentiche, momenti di autentico contatto con la montagna senza compromessi. In questo articolo condividerò un itinerario che pochi considerano, perfetto per chi vuole scoprire la bellezza della zona di Braies mantenendo quella quiete e serenità che la montagna dovrebbe regalare.

Perché il Lago di Braies è diventato una meta congestionata

Il fenomeno dell’overtourism nei laghi alpini è ormai consolidato. Il Lago di Braies ha registrato, secondo i dati del turismo locale, un aumento esponenziale di visitatori negli ultimi dieci anni. La colpa non è solo della sua bellezza naturale, ma anche della sua popolarità sui social media e della facilità di accesso tramite la strada provinciale che raggiunge direttamente il parcheggio.

La struttura ricettiva della zona non è sempre in grado di gestire flussi così massicci, specialmente nei mesi estivi e durante i fine settimana. Il risultato è un degrado dell’esperienza per chi genuinamente ama la montagna: code al parcheggio, sentieri trasformati in autostrade pedonali, e quella sensazione di “luogo saccheggiato” che non dovrebbe mai appartenere a un’escursione in montagna.

Per questo motivo, sempre più accoglienze in strutture montane suggeriscono ai loro ospiti percorsi alternativi. Non per esclusività, ma per preservare il valore educativo e rigenerativo di una giornata in quota.

L’itinerario alternativo: dal Passo Ghedina all’Lago tramite le creste minori

La vera scoperta è accedere all’area del Lago di Braies non dal versante nord (quello più noto), ma attraverso il Parco naturale delle Tre Cime di Lavaredo. Questo percorso parte dal Passo Ghedina, situato a circa 2100 metri, e segue un tragitto meno battuto che offre panorami altrettanto spettacolari.

Dal parcheggio del Passo Ghedina si prende il sentiero 401 in direzione della Croda da Lago. Il percorso è ben segnalato ma frequentato prevalentemente da escursionisti che sanno quello che cercano, non da turisti occasionali. La durata totale è di circa 4-5 ore andata e ritorno, il che lo rende accessibile a famiglie con bambini di media esperienza.

Uno dei vantaggi principali è la vista progressiva del Lago. Mentre chi arriva dal parcheggio principale lo vede all’improvviso, quasi uno shock visivo, chi segue questo percorso lo scopre gradualmente, cogliendo come la natura lo rivela passo dopo passo, al di là di ogni cresta e ogni curva del sentiero.

Il panorama da questo versante è inoltre completamente diverso. Potrete osservare le rocce stratificate del Cortina d’Ampezzo e il massiccio della Tofana, uno spettacolo che dal lato sud del lago rimane completamente nascosto.

Timing e stagionalità: quando godere davvero il lago in solitudine

Una lezione imparata durante i miei anni di accoglienza: la stagionalità è il segreto dei veri viaggiatori. Il Lago di Braies è fruibile non solo in estate, ma anche in primavera inoltrata e in autunno. Settembre e ottobre sono mesi particolarmente magici, con temperature ancora piacevoli, colori che cambiano giorno dopo giorno, e una pressione turistica significativamente minore.

Se visitate il lago a settembre, scoprirete gli ultimi giorni di escursionismo vero, quando le famiglie con bambini hanno già ripreso la scuola e i turisti più occasionali hanno lasciato i monti. I giorni feriali sono ancora più vantaggiosi: una visita tra martedì e giovedì garantisce quasi una certezza di solitudine.

L’inverno rappresenta un’altra opportunità straordinaria, soprattutto per chi ama il trekking invernale. Con neve e ghiaccio, il lago assume un aspetto completamente differente, selvaggio e primordiale. Naturalmente richiede attrezzatura specifica e competenze tecniche, ma è un’esperienza che pochissimi turisti provano.

Evitate assolutamente il periodo compreso tra giugno e agosto, specialmente nei fine settimana. I dati del settore indicano che in questi periodi il parcheggio raggiunge la saturazione tra le 10 e le 14.

Infrastrutture alternative e organizzazione pratica

Chi sceglie l’itinerario dal Passo Ghedina deve pianificare diversamente rispetto all’accesso tradizionale. Non c’è il rifugio direttamente a bordo lago, ma esiste l’Auronzo Bivacco, una struttura essenziale ma affidabile, situata a mezzacosta tra il passo e il lago. È gestito da volontari locali ed è aperto mediamente nei mesi estivi.

Per le famiglie con bambini piccoli, consiglio di organizzare il percorso in due momenti: una prima giornata fino alla Croda da Lago con vista sul lago, e il ritorno verso il parcheggio al primo segnale di stanchezza. I bambini non devono necessariamente raggiungere il lakeside; l’esperienza escursionistica ha valore in sé.

La distanza e l’impegno richieste rendono questo itinerario naturalmente regolamentato: il numero di persone che lo intraprendono rimane limitato. È un filtro naturale che la montagna stessa ha già strutturato.

Scoperte secondarie: i laghi minori della zona

Lungo il percorso alternativo avrete l’occasione di scoprire il Lago di Sorau, meno noto ma affascinante nella sua semplicità. Molti escursionisti lo ignorano completamente perché non è sulla rotta turistica principale. Situato a circa 2000 metri, offre un luogo ideale per una sosta a metà giornata, con un’atmosfera completamente diversa dal Lago di Braies: qui potrete effettivamente sedervi su una roccia e ascoltare il silenzio.

Anche il Lago d’Antermoia, raggiungibile attraverso varianti del percorso, merita una visita. È frequentato prevalentemente da alpinisti e trekker esperti, il che lo rende praticamente libero da affollamento.

Considerazioni ambientali e responsabilità del viaggiatore

Scegliere percorsi alternativi non è solo una questione di comodità personale. È anche una scelta di Sostenibilità ambientale. Distribuire i visitatori su tracciati diversi riduce l’erosione del suolo, preserva la vegetazione alpina, e mantiene gli ecosistemi dei laghi in equilibrio.

Lungo questo itinerario, vi chiedo di osservare una regola semplice ma fondamentale: non lasciate tracce. Portate i rifiuti con voi, restate sui sentieri segnalati, e se incontrate altri escursionisti, condividete lo spazio con consapevolezza e rispetto.

Nel corso dei miei anni in strutture montane trentine, ho notato che i viaggiatori che scelgono percorsi consapevoli sono automaticamente più rispettosi dell’ambiente. Non è una casualità: chi prende il tempo di fare una scelta più impegnativa dimostra già una sensibilità verso la montagna.

Come organizzare logisticamente la visita

Raggiungere il Passo Ghedina è semplice da Cortina d’Ampezzo, distante solo 20 chilometri. Se alloggiate in Val Badia o in Val Gardena, sono raggiungibili rispettivamente in 30 e 45 minuti. Il parcheggio è gratuito e solitamente non presenta i problemi di saturazione del lago principale.

Portate con voi acqua in abbondanza (almeno 2 litri), snack energetici, una buona mappa cartacea (il segnale è limitato in quota), e abbigliamento idoneo. Le escursioni in montagna cambiano rapidamente le condizioni meteorologiche: una giornata soleggiata può trasformarsi in nebbia densa in pochi minuti.

Prenotate l’alloggio in una struttura locale che conosca bene i sentieri. Gli gestori di rifugi e piccoli hotel in montagna trentina possiedono conoscenze pratiche che nessuna guida online può fornire. Domandategli informazioni sulle condizioni attuali del sentiero e su eventuali variazioni stagionali.

Il Lago di Braies non smette di essere meraviglioso solo perché è affollato: smette di essere un’esperienza trasformativa. La montagna merita il nostro impegno di cercare la qualità sopra la quantità, di scegliere percorsi meno noti, di rispettare i ritmi della natura. Questo itinerario alternativo rappresenta esattamente questa filosofia di viaggio consapevole.

Silvia Paleari

Silvia, con una lunga esperienza di accoglienza in strutture di villeggiatura tra le montagne trentine, consiglia viaggi a misura di famiglia e approfondisce feste e costumi locali poco conosciuti.